Il 14 giugno, presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale, i ragazzi del Master hanno illustrato, in presenza del Prof. Paolo Gaudenzi (Università di Roma “La Sapienza”), del Prof. Rick Fleeter (Brown University, USA) e del Prof. Frank Marzano (Università di Roma “La Sapienza”), il lavoro di teamwork realizzato durante il mese di maggio, una volta terminate le lezioni.
L’argomento del teamwork è stato:
LIRAS
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Master Satelliti 2010-2011
Il 14 giugno, presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale, i ragazzi del Master hanno illustrato, in presenza del Prof. Paolo Gaudenzi (Università di Roma “La Sapienza”), del Prof. Rick Fleeter (Brown University, USA) e del Prof. Frank Marzano (Università di Roma “La Sapienza”), il lavoro di teamwork realizzato durante il mese di maggio, una volta terminate le lezioni.
L’argomento del teamwork è stato:
LIRAS
Lunar Imaging Radiometer by Aperture Synthesis Il lavoro è stato così suddiviso: AOCS (P. Bonfà), Propulsion (A. Righetto), Configuration (S. Atek), Structures (G. M. Pasta), Data Handling (S. Atek), Systems (L. Rizzo), Instruments (C. Sciannella), TT&C (P. Romano), Mission Analysis (M. Maiorano), Thermal (G. M. Leoni), Power (S. Pignataro), Costs (G. Cifani). I docenti che hanno presenziato alla discussione del lavoro finale, durante il teamwork hanno svolto rispettivamente il ruolo di Study Manager, Systems Advisor, Science Advisor.
Alcuni dei ragazzi, hanno già iniziato la loro attività di stage presso importanti aziende nazionali ed internazionali: G. Cifani dal 01/06 ha iniziato il suo stage in Estec – European Space Agency (Noordwijk, Olanda), P. Romano dal 20/06 si trova in TAS-I (Roma), G. M. Leoni inizierà il18/07 presso la NASA Ames Research Center (Moffet Field, USA), M. Pasta inizierà il 04/07 in Aero Sekur (Latina) e Salvatore Pignataro svolgerà lo stage presso lo IES-JRC (Institute for Environment Sustainability del Joint Research Center della Commissione Europea (Ispra -VA).
Roma – Workshop internazionale “HIGH TECH SMALL SAT MISSIONS: New operational concepts, innovative manufacturing and air-launched platforms”
Si è tenuto nei giorni 5 e 6 maggio a Roma, presso le sale del CASD, Centro Alti Studi per la Difesa, sito in Piazza della Rovere 83, il Workshop internazionale “HIGH TECH SMALL SAT MISSIONS: New operational concepts, innovative manufacturing and air-launched platforms” ideato e promosso dall’Università di Roma “Sapienza” e dall’Associazione Arma Aeronautica ed organizzato con il contributo dell’Aeronautica Militare e dell’Agenzia Spaziale Italiana.
Il workshop ha avuto un grande successo di pubblico: circa duecento presenti sono accorsi ad ascoltare il punto di vista delle forze armate (aeronautica, esercito e marina) e delle principali aziende italiane ed europee del settore spaziale sui 3 temi del workshop:
- New operational concepts
- Innovative manufacturing
- Air-launch strategies and opportunity
Nella giornata del 5 si sono affrontati i primi due argomenti, con l’intervento del presidente dell’ASI, Ing. Enrico Saggese, che ha introdotto il discorso dei microsatelliti e delle opportunità, dei vantaggi, ma anche delle limitazioni che questa classe di piattaforme offre.
Le visioni e le prospettive delle forze armate e delle aziende italiane sono stati il tema principale della mattina, che si è conclusa con l’intervento del Gen. Tiziano Tosi, comandante di squadra aerea dell’aeronautica.
Nel pomeriggio l’attenzione si è fortemente concentrata sui microsatelliti e sulle tecnologie innovative che puntano alla miniaturizzazione dei componenti, riuscendo a mantenere un livello di prestazioni tale da consentire anche ad un piccolo satellite di portare a compimento una missione di interesse scientifico, tattico o anche commerciale. L’intervento di aziende del calibro di SSTL ed AAC Microtech (che vanta collaborazione con l’ufficio di Operationally Responsive Space del Dipartimento della Difesa americano) ha confermato che queste tematiche sono affrontate con enorme interesse in tutta Europa, oltre che negli Stati Uniti, che hanno inaugurato oltre 10 anni fa l’ufficio di Operationally Responsive Space. Il forum con cui si è conclusa la giornata ha reso ancora più evidente visioni, opportunità e strategie da adottare per affrontare i due temi discussi nella prima giornata.
Il secondo giorno è stato dedicato interamente alle strategie dell’Italia riguardo la tematica dell’aviolancio: cioè utilizzare un aereo al posto del primo stadio di un lanciatore tradizionale. I vantaggi di questa soluzione sono innumerevoli, i principali dei quali sono:
- La possibilità di poter immettere in orbita un satellite in modo del tutto indipendente anche per paesi (come l’Italia) che non possono avere sul proprio suolo una base di lancio;
- La rapidità con cui un satellite già realizzato può essere lanciato;
- La riservatezza legata alla totale indipendenza da ogni altro paese.
Lo svantaggio che tale soluzione comporta è legato alla capacità di carico dell’aereo che agisce da primo stadio. Sono state presentate due diverse soluzioni. La prima consiste nell’utilizzo come primo stadio di un caccia, sotto la cui plancia montare il lanciatore; la seconda consiste nell’utilizzo di un aereo cargo, all’interno della cui stiva alloggiare il lanciatore. Entrambe sono rispondenti a requisiti che sono stati imposti nelle fasi iniziali, i principali dei quali sono la possibilità per l’Italia di gestire il veicolo in modo completamente indipendente e la necessità di non dover effettuare alcun tipo di modifica allo stesso.
L’utilizzo del caccia comporta il vantaggio di poter sganciare il lanciatore come fosse un missile, sfruttando la velocità tangenziale del veicolo, con la possibilità anche di lanciare con un certo angolo di attacco rispetto al suolo. I limiti stanno nella capacità di carico dell’aereo, che limita notevolmente la massa del satellite da immettere in orbita fino ad un massimo di circa 50 Kg.
L’alternativa dell’aereo da cargo offre una maggiore capacità di carico per il lanciatore, che si traduce nella possibilità di portare in orbita un satellite di massa pari a 120 Kg. Gli svantaggi risiedono in una maggiore complessità nella fase di rilascio del lanciatore, che deve essere estratto dalla stiva del cargo, ed acceso solo con il lanciatore in posizione verticale ed in condizioni di sicurezza per il cargo stesso.
Con queste argomentazioni, e con il progetto di investigare ulteriormente sulla realizzazione di una o entrambe le soluzioni proposte, si è conclusa la sezione dedicata alle strategie innovative di lancio.
Con l’intervento del Prof. Paolo Gaudenzi, promotore del workshop, e del Gen. Nazareno Cardinali si è concluso il workshop.
Applications to the 9th Edition of the Master in satellites and orbiting platforms are open. The admission call, indeed, has been published. Due Date to Master 2010, December, 15.
Online Admission Call to Master – Deadline on 15 December. For further informations contact Admissions Office
Professioni dello Spazio e mercato del lavoro
Gli ultimi dati pubblicati da Euroconsult stimano per la prossima decade
una netta crescita della domanda satellitare rispetto alla decade precedente. Le agenzie governative civili e militari, si stima, lanceranno circa 770 satelliti nella prossima decade, con un aumento del 55% rispetto a quella appena conclusa. Continua a leggere
Master in “Satelliti e Piattaforme Orbitanti”. Il valore aggiunto alla richiesta industriale di Alta Formazione
Il Master, il cui Bando è stato pubblicato, è tra i corsi più specializzati in Italia per la formazione nell’ambito delle Nuove Professioni dello Spazio. Continua a leggere